Madonna Assunta

Foto Pilone
Assunta, San Carlo, Sant'Espedito

 

Descrizione
Ricorrenza: Madonna Assunta: 15 agosto; San Carlo: 4 novembre; Sant’Espedito: 19 aprile

Ubicazione: via Stazione

Epoca di costruzione: fu costruito nel 1908/1909, forse in rifacimento di una costruzione preesistente.

Motivo della dedica: il sig. Musso Edoardo (proprietario di una fabbrica di botti che riforniva le ditte produttrici di vini e liquori della zona, in particolare Ballor e Gancia) dedicò il pilone a Sant’Espedito per ottenere la guarigione da una grave malattia essendo assai viva allora la sua devozione a Cambiano; a San Carlo in omaggio al proprio papà  e alla Madonna degli Angeli in omaggio alla mamma Angela Assunta.

Forme di devozione: negli Anni Trenta, durante tutto il mese di maggio si pregava al pilone che, per l’occasione, era illuminato con una lucina interna.

Stato attuale di conservazione: buono. Attualmente la statua della Madonna non è presente, perché è stata rubata nel gennaio 2003, mentre le altre due statue, danneggiate durante il furto stesso, sono state ricollocate, San Carlo a sinistra e Sant’Espedito a destra, in occasione della recita del S. Rosario presso i piloni, nel maggio 2004.

Proprietà attuale: trovandosi su terreno comunale, il pilone appartiene giuridicamente al Comune.

 

Cenni agiografici
Assunzione è un termine con il quale la teologia cattolica indica l’assunzione corporea di Maria in Cielo. Della Madre di Gesù si hanno poche notizie, l’ultima delle quali riguarda la sua presenza nel Cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. In seguito se ne parla solo più in opere apocrife, come gli scritti di Giacomo o di Giovanni sacerdote. E’ nei suoi racconti che si parla della Dormizione della Vergine (IV -V secolo), in cui si descrive un passaggio dal sonno alla gloria, senza alcun accenno ala morte, perché Maria è nata senza peccato. Essa rispecchia la storia in cui si racconta che, poiché Maria era in punto di morte, gli apostoli si adunarono attorno al suo letto, tornando dai luoghi in cui avevano predicato, e accompagnarono la sua bara verso la tomba. Si narra poi che la stessa tomba venne ritrovata vuota da parte di quegli apostoli che erano stati presenti al suo letto di morte. In Oriente la morte di Maria fu commemorata probabilmente nel IV secolo ad Antiochia e sicuramente nel V in Palestina. La data era il 18 gennaio o il 15 agosto. Dopo la sua proclamazione in Oriente verso il 600 da parte dell’imperatore Maurizio (582-603), la Koimesis o la Dormizione di Maria fu celebrata il 15 agosto. Fu gradualmente accettata in Occidente e per la prima volta comparve in Gallia all’inizio del VII secolo; sicuramente esisteva a Roma all’epoca di Papa Sergio I (687-701), che istituì a Roma un processione, accompagnata dalla luce delle torce, durante la quale, dalla Basilica Lateranense veniva presa un’immagine di Cristo e condotta prima verso il Foro Romano e poi nella basilica di Santa Maria Maggiore dove era accolta da un’effigie di Maria “Salus Populi Romani”. Tale processione sopravvisse per mille anni fino a che, verso la fine del XVI secolo, Papa Pio V la soppresse. Papa Pio XII il 1° novembre 1950 ha dichiarato nella Bolla “Munificentissimus Deus” che è “dogma divinamente rivelato che Maria, Madre di Dio, immacolata e sempre Vergine, dopo il termine del corso terreno della sua vita, è stata assunta in corpo e anima nella gloria celeste”.

E’ protettrice dei tintori.

San Carlo Borromeo (il cui nome significa “uomo libero”) nacque ad Arona il 2 ottobre 1538. I genitori furono il conte Gilberto e Margherita de’ Medici. Nipote di Papa Pio IV, fu nominato arcivescovo di Milano a soli 21 anni e fu scelto dal Papa come segretario di Stato. Era un uomo taciturno, attivissimo nel corregger gli errori della Chiesa e sempre pronto ad aiutare i bisognosi. Costruì seminari, riparò chiese e fondò molte scuole per il popolo. Fu consacrato vescovo nel 1563 a 25 anni. Assistette con ogni mezzo i malati di peste nel 1575, arrivando a vendere il proprio letto per procurarsi il denaro necessario. Nel 1578 di fronte al rifiuto dei canonici regolari di accettare alcune delle sue riforme, fondò una congregazione di sacerdoti secolari, gli Oblati di Sant’Ambrogio, che esiste ancora con il nome di Oblati di Sant’Ambrogio e San Carlo (Ambrosiani). A Milano si operò strenuamente in due direzioni: la lotta contro le infiltrazioni eretiche e l’applicazione pratica dei principi scaturiti dal Concilio di Trento. Morì il 4 novembre del 1584, all’età  di 46 anni. Fu sepolto nella cattedrale di Milano e nacque immediatamente un culto che si diffuse rapidamente; fu canonizzato da papa Paolo V nel 1610. Fu un grande teologo e pastore ed è una delle figure fondamentali della Riforma Cattolica.

E’ il protettore dei catechisti e dei vescovi.

E’ invocato contro la peste.

Il suo emblema è il bastone pastorale.

Poco conosciuto è invece Sant’Espedito Martire, nato in Armenia alla fine del III secolo e morto nei primi anni del IV secolo. Ancora giovanissimo intraprese la carriera delle armi nell’esercito romano. Nell’anno 303 l’imperatore Diocleziano emanò un editto con il quale condannava a morte, senza distinzione di età, sesso e condizione, tutti i cristiani che si fossero rifiutati di offrire sacrifici agli dei pagani. S. Espedito si trovava allora a Mitilene e comandava una legione romana quando giunse l’ordine di uccidere i cristiani. Il prefetto aveva cercato con minacce, promesse di premi e onori e con la tortura, di convincere Espedito a rendere omaggio agli dei pagani, ma egli rimase saldo nella sua fede e fu martirizzato con cinque compagni il 19 aprile del 304. Fu probabilmente decapitato, in quanto questa morte, ritenuta più onorevole e meno crudele, era riservata ai cittadini romani, come appunto era diventato il Santo.

E’ protettore degli esaminandi.

Il suo emblema è la palma.

 

Caratteristiche architettoniche ed iconografiche
si tratta di un’edicola in pietra addossata al muro e divisa in due piccole nicchie semicircolari ed una grande esedra centrale, terminante con una croce. Le nicchie interne sono suddivise da pilastrini sopra i quali, un tempo, erano collocati degli angioletti. Un tempo il pilone era chiuso da un vetro bianco, con cinque croci laterali e quella centrale di colore blu (oggi, rimangono le sagome delle croci, mentre il vetro è mancante ed è stato sostituito da una semplice grata). Nella nicchia di destra si trova la statua di S. Carlo, vestito di bianco, con il mantello rosso e la croce al collo, che reca in una mano un libro blu, mentre l’altra è appoggiata sul cuore. Nella nicchia di sinistra vi è quella di S. Espedito, con la corazza e il vestito da soldato, il mantello rosso, la spada nel fodero e la palma nella mano destra; ai suoi piedi si trova un uccello ed un cartiglio con una scritta, ormai non più leggibile.
Nell’esedra centrale si trovava la statua della Madonna Assunta, col vestito rosa, il mantello azzurro e le mani distese e aperte lungo i fianchi. Tutto il pilone è caratterizzata da una ricca decorazione a motivi floreali stilizzati, segno di un’epoca di costruzione relativamente recente.

 

Icone
Madonna Assunta San Carlo
San Espedito